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Recensioni sull'artista



La ricerca simbolica e la perizia della tecnica conducono ad una singolare interpretazione di un mondo interiore da cui si rileva lo spessore di talento.
(Anna Francesca Biondolillo)

Niente è come sembra. Ruba il titolo a una canzone di Franco Battiato, Sandro Serra, per presentare i suoi Aforismi, in mostra nel Caffé dell'Arte di via Caprera a Cagliari. Dopo anni di pittura figurativa, l'artista ha percorso strade nuove, optando per una pittura meno descrittiva e più emozionale. E utilizzando un mix di tecniche, assemblaggi di materiali diversi per ottenere una base sulla quale poi sviluppare un nuovo linguaggio artistico. Fatto di parole oltre che di immagini. E allora ecco le frasi fulminanti di Thomas Mann ed Hermann Hesse, Carducci e Dostoevski, Socrate e Platone, le opere dedicate al tempo, agli elettroni, alla formula di Einstein. Per chiudere con un aforisma di Oscar Wilde (“Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze”) che è poi la negazione del “Niente è come sembra”.
(L’Unione Sarda 6.11.2008)

“L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentarle con novità”. Se l’aforisma di Ugo Foscolo fosse verità incontestabile, Sandro Serra sarebbe a un passo dall’Olimpo dell’arte in quanto le sue opere pittoriche mostrano novità di rappresentazione non contestabile: forme, oggetti, colori, frasi e versi si alternano nel rigore geometrico della tela impreziosita da minute annotazioni cromatiche, solo in apparenza casuali, frutto invece di precisi calcoli e ritmi compositivi. Un rigore formale, quindi, non fine a se stesso, ma indispensabile all’illustrazione del tema che, nel caso specifico della mostra allestita in Castello, è in bilico fra il tempo e lo spazio, fra la implacabile limitazione dell’esistenza e la drammatica inafferrabilità dello spazio. Sono questi i temi nuovi su cui si confronta l’uomo contemporaneo? No di certo, non sono nuovi; come è certo che non è stata posta la parola fine sull’eterno dilemma esistenziale. Ma ogni parola che si aggiunge è un contributo alla riflessione e all’approfondimento. Lo stesso Jackson Pollock, con la sua schizofrenica pittura d’azione, non era consapevole dell’importante contributo che i suoi gesti violenti ed energici davano al movimento informale americano: la pioggia di colori che cadeva casualmente sulla tela, sovrapponeva toni su toni facendo emergere, alla fine, solo “l’essenza” della rappresentazione cosmica della materia.È interessante riflettere anche sulle parole del critico americano Harold Rosemberg che sugli artisti come Pollock disse che “a un certo momento i pittori americani cominciarono a considerare la tela come un’arena in cui agire, invece che come uno spazio in cui riprodurre, disegnare, analizzare o esprimere un oggetto presente o immaginario. La tela non era più dunque il supporto di una pittura, bensì di un evento”. Quanto vera e acuta fosse quella considerazione lo si capì presto perché fornì la chiave di lettura di una fetta consistente e fondamentale dell’arte contemporanea. Una lezione che, pur con i doverosi distinguo, deve essere stata recepita anche da Sandro Serra a cui non interessa più “riprodurre, disegnare, analizzare o esprimere un oggetto” sulla tela. La tela diventa (per mezzo del disegno, dell’oggetto, del colore, degli scritti) il teatro di un “evento” artistico che serve a stimolare le intelligenze, a provocare reazioni, a ricordare concetti, a ragionare e discutere, a scuotere le coscienze. Se le opere di Sandro Serra riescono (come riescono) a provocare queste emozioni e queste riflessioni significa che l’artista è sulla buona strada. Significa cioè che il percorso iniziato è quello giusto, che la meta si intravede, ma va conquistata con tenacia, caparbietà, rigore e consapevolezza che l’impresa sarà faticosa. Estremamente faticosa.
(Gianni Perrotti)

Le strade percorse dall'artista Sandro Serra nel mondo del simbolismo dimostrano una grande propensione per la riflessione e la rielaborazione concettuale dei grandi temi derivati dal reale. Egli riesce a fissare sulla tela le emotività che scaturiscono dal concetto del tempo e dalle sue descrizioni matematiche o a rappresentare l'eterno interrogativo che il tempo suscita nella mente umana. Orologi, lettere, numeri, ingranaggi assieme alle cromie e alla varietà dei materiali concorrono alla realizzazione del suo operato artistico. Una miscela sapiente, ben dosata sia di figure che di materiali e cromie. Una personalità poliedrica e completa che è supportata da un vasto bagaglio culturale. Non ha limiti ed è libera da vincoli la sua creatività pittorica che vive in una sommatoria di simboli e stilemi dall'aspetto complicato, ma dalla efficace trasmissione emotiva. Un'esperienza avvincente che è un invito alla rielaborazione di arditi concetti razionali con metodiche fantasiose.
(Dino Marasà).


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